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L'italia per i giapponesi





La pizza è per gli italiani una gloria nazionale. Al giorno d’oggi è diffusa in tutto il mondo. Non è sbagliato affermare che la pizza napoletana sia una pietanza ineguagliabile essendo gustosa, pratica da mangiare ed economica.Le sue origini sono ancora sconosciute ma si puo’ dire che gli igredienti della pizza sono legati a momenti importanti della storia d’Italia.
Secondo una versione classica, la prima pizza era un semplice impasto di acqua, farina, lievito e sale che gli antichi romani adoperavano per contenere le pietanze. Sembra che Marco Gavio Apicio, autore del ricettario “De re coquinaria”, preparasse una focaccia sottile che fu soprannominata Apicia proprio dal suo nome.
Invece, secondo il Dizionario etimologico, il termine pizza equivale alla parola antica tedesca “Bizzo-Pizzo” che significava “boccone, pezzo di pane”.
Tuttavia, in realtà la pizza napoletana per essere tale, deve avere sopra il pomodoro, e poichè gli europei hanno importato il pomodoro dall’America, si presume che essa fu preparata non prima del 1492.
L’ultimo ingrediente della pizza fu aggiunto nell’estate del 1889. Durante le vacanze estive, il re Umberto I e la regina Margherita vivevano nella reggia di Capodimonte. Qui invitarono Raffaele Esposito, il pizzaiolo più famoso di Napoli, che aggiunse la mozzarella alla pizza (con pomodoro e basilico) perchè in questo modo potesse ricordare i 3 colori della bandiera italiana. In ricordo della regina, la pizza fu chiamata Margherita.

La vera ricetta della pizza

Impasto: Per ogni litro di acqua, ci vogliono 50 gr. di sale, 5 gr. di lievito e 1,8 kg. di farina.
La farina dev’essere aggiunta lentamente in non meno di 10 minuti,e l’impasto va lavorato per circa 20 minuti finché non diventa poco elastico e molto estensibile.
Lievitazione: E’ necessario lasciar riposare l’impasto per quattro ore su un piano di marmo o in una madia di legno coperto da un panno umido. Viene poi suddiviso in palline di circa 180 gr. Ognuna di queste sarà una pizza.
Sfoglia: Stendere l’impasto, senza matterello, su un piano di marmo coperto di farina. (Il suo spessore dev’essere di 1 cm.)
Condimento: A questo punto condire con olio extravergine d’oliva. In particolare, sulla pizza napoletana vanno aggiunti pomodoro san Marzano e mozzarella di bufala.
Cottura: La pizza va cotta in un forno a legna fatto di mattoni refrattari. Li’ viene introdotta con una pala di legno a una temperatura di 450-485 gradi e rigirata spesso.
Alla fine della cottura, si aggiunge il basilico.



ピッツァはイタリア人にとって国民誇りである。現在ではピッツァが世界じゅう普及されるようになった。ナポリふうピッツァは美味しく食べやすく安く比類のない料理だといってよい。 その原因はまだ知られていないところがナポリふうピッツァの成分はイタリア史の重大な期につないでいると言える。 古典説によれば最初のピッツァは水や粉や酵母や塩のこねることであった。 それは古代ローマ市民から食べ物を入れるために使われていた。 De Re coquinariaという料理の本の著者であるマルコ・ ガヴィオ・アピチョは、うすくピッツァの台のような形のパンを作っていたそうだ。こんなピッツァはアピチョからアピチャと呼ばれた。 反対に語源事典によれば、ピッツァという語は一口分のパンを意味する「Bizzo-Pizzo」古ドイシ語と同じことだ。 しかし、実際にはナポリふうピッツァというものは上にトマトが必要である。ヨロッパ人はトマトをアメリカから輸入して、そんなピッツァが1492年後に作られたはずだ。 最後の成分は1889年の夏の間に加えられた。夏休みに王ウンベルト一世と女王マルゲリータはカポディモンテの王宮に住んでいた。 そこはナポリで一番有名なピッツァ料理人であるラッファエレ・エスポシトを呼んだ。彼は(トマトとバシリコで)ピッツァにモッツアレッラチーズを加えて、このようにピッツァがイタリアの国旗の3色を覚えることができた。 女王を記念して、マルゲリータと命名された。

ピッツアの本当のレシピ
練り粉: 水の1l.で塩 50 gr.、酵母 5 gr.、粉1,8 kg。
10分以上に粉をゆっくり加 える。20分くらい練り粉をこねることである。それが少しの弾性、たくさんの伸 びできることになる。 ふくれること: 大理石の平面か木の箱の上にぬれぞうきんをかぶせた練り粉を4 時間寝かせてお く必要がある。そして練り粉は180 gr.くらいの丸いものにわける。それぞれがピッ ツアになろう。 伸ばして作る練り粉: 粉をまぶした大理石の平面にめんぼうなしで練り粉を伸ばすことである。(その厚 さが1 cm.のことだ)。 調味料: そこで純オリーブ油で調味する。特にマルゲリータというピッツアに関してはSan Marzanoトマトやモッザレッラチーズを加えることである。 焼くこと: ピッツアは耐火性れんがの薪のオーブンで焼かれた。 そこでピッツアを450-485度の温度に木製シャベルで入れて、たびたび回す。 最後にピッツアにバシリコを加えることである。

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